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  • Rebecca Iacone

COME APPROCCIARSI AL SETTORE DELLA TRADUZIONE DURANTE GLI STUDI

Aggiornamento: 9 ago 2022

Studi Traduzione Specialistica all’università ma non hai idea di come affrontare il post-laurea? Studi per la laurea triennale in Lingue ma non sai ancora cosa ti appassiona davvero?


Ho pensato di scrivere questo articolo perché, per quanto mi trovi bene nell’università in cui sto studiando Traduzione Specialistica, in questi cinque anni mi sono resa conto che il sistema universitario (salvo qualche eccezione) offre poche possibilità di conoscere il mondo del lavoro, soprattutto nel caso di un settore complesso e variegato come quello della traduzione. Racconterò brevemente di come mi sono approcciata alla traduzione durante gli studi universitari, sperando di essere utile ad altri studenti. Ma vediamo in concreto quali possibilità esistono:


  • Tirocinio: il tirocinio, con tutti i suoi difetti, è stato fondamentale nel mio percorso perché mi ha fatto capire che volevo sfruttare tutto ciò che avevo imparato per lavorare come traduttrice. A causa della pandemia non ho avuto modo di scegliere un ente con cui lavorare e mi sono dovuta “limitare” a tradurre degli articoli di ambito storico-culturale dal russo all’italiano dal sito Arzamas.ru in accordo con uno dei miei docenti, ma ho avuto comunque modo di allenarmi e accumulare un po’ di esperienza. Quando sarà possibile, vi consiglio di scegliere un’agenzia di traduzione per il vostro tirocinio curriculare se desiderate conoscere meglio questo settore.


  • Piattaforme per trovare progetti di traduzione su cui lavorare: su Internet esistono diversi siti che permettono di trovare committenti per progetti di traduzione o revisione, tra cui Fiverr, Freelancer, Upwork. Io sono riuscita a lavorare ad alcuni progetti con Upwork: la remunerazione non è delle più alte, ma se non si hanno molte spese, secondo me può essere un ottimo modo per arrotondare facendo qualcosa che ci piace e accumulando esperienza sul campo. Ovviamente, bisogna proporsi per progetti che si è in grado di portare a termine; io, ad esempio, evito di candidarmi per lavori che riguardano campi di specializzazione su cui non sono preparata, per progetti con scadenze troppo strette e paghe troppo basse. In alternativa, esistono piattaforme che accettano traduttori volontari per alcuni progetti; io al momento collaboro occasionalmente con TED (per sottotitolaggio) e Translators Without Borders (ambito umanitario).



  • Scegliere un settore di specializzazione: per lavorare come traduttore freelance è necessario specializzarsi in uno o più settori. Io sono ancora indecisa su questo, ma mi sono avvicinata alla traduzione giuridica con un corso di STL Formazione per traduttori e interpreti, i cui corsi sono sempre molto utili perché orientati alla pratica. Ho seguito anche webinar gratuiti come "Vivere di traduzioni" di Lionspeech e, naturalmente, quelli offerti dall'Associazione Studenti Traduttori & Interpreti con traduttori e traduttrici specializzati/e in diversi settori.


  • Linkedin: anche se mi mette un po’ di ansia da prestazione, trovo Linkedin utilissimo non solo per gli annunci di lavoro, ma soprattutto perché posso imparare molto da traduttori più esperti di me.


  • Creare un portfolio: ricordate di conservare ogni file con le traduzioni prodotte da voi, anche per progetti universitari, di volontariato o fatte per esercitarvi, potrete unirle in un portfolio per dimostrare le vostre capacità e la vostra esperienza in fase di candidatura.



In generale, quello che mi sento di consigliare è di non fermarsi a quello che si studia in università, ma di sfruttare qualsiasi occasione per fare pratica (che in questo lavoro è fondamentale) e accumulare esperienza. Tutti gli strumenti elencati, naturalmente, possono servire anche nel periodo dopo la laurea che di solito è caratterizzato da un grandissimo senso di disorientamento.

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